Introduzione al sistema monetario, dal baratto alle valute digitali

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Introduzione al sistema monetario, dal baratto alle valute digitali
16 Maggio 2018 by in Varie
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L’essere umano da sempre è stato considerato un individuo intelligente socievole e collaborativo. Proprio da queste sue qualità l’uomo ha tratto vantaggio evolvendosi fino ad arrivare in cima alla catena alimentare. Ciò che ci ha sempre mosso verso la collaborazione è la gratitudine ricevuta, che può considerarsi la prima forma di scambio. Basti pensare al lavoro che un genitore fa per un figlio o ancora all’aiuto che offriamo ad un amico aspettandoci da loro una ricompensa che altro non è che gratitudine. Allo stesso modo ci aspettiamo che nel momento del bisogno queste stesse persone potranno restituirci il favore. Si passò poi al baratto, cioè un vero e proprio scambio di beni, ma questo presentò dei problemi. Uno dei più grossi era che bisognava avere un preciso bene in un preciso momento per potere effettuare il baratto, e se questo non accadeva lo scambio non poteva avvenire.

Baratto_header

I primi sistemi valutari

Da lì la necessità di creare un qualcosa che avesse un valore stabile e che potesse essere scambiato e accettato da tutti. Nacque così la prima moneta di metallo,  un metallo particolare, che non arrugginiva ed era limitato, l’oro. Da questo momento in poi la vita dell’essere umano cambiò radicalmente, la gratitudine venne così sigillata all’interno di questo scambio. Le persone lavoravano e collaboravano tra di loro anche se non si conoscevano perché avevano la certezza di essere poi ricompensati con l’oro, che a sua volta poteva essere scambiato con qualunque cosa. Una persona poteva quindi accumulare della “gratitudine” da qualcuno per poi scambiarla con altri che magari non aveva mai conosciuto prima. Con questo sistema si aveva la certezza del valore, dettato dalla limitata quantità di oro circolante.

L’invenzione delle banconote

L’accumulo di oro garantiva un tenore di vita alto a chi ne possedeva ingenti quantità ma anche una certa sicurezza a chi ne possedeva un minimo. Il problema principale era che il rischio di furti era molto alto. Altra difficoltà era il trasporto di una moneta di materiale così  pesante, ingombrante unito alla mancanza di varietà di formati. La soluzione non tardò ad arrivare. Nacquero le prime banche che garantivano la custodia del proprio oro rilasciando una banconota di egual valore, realizzata in diversi formati e decisamente più facile da portare con sé. Era una buona soluzione che apportava sicurezza, fiducia e semplicità di scambi.

Baratto_Oro_banconote

Nasce la riserva frazionaria

Le cose andarono avanti così a lungo, fino a quando i banchieri si accorsero che le persone non andavano più a ritirare l’oro lasciato in custodia perché appunto la banconota era di gran lunga più comoda. Proprio in quel periodo  le cose presero una piega diversa. Pensarono infatti di stampare più banconote di quello che potevano e così facendo iniziarono a inflazionarle e di conseguenza diminuì il valore del lavoro e della gratitudine.
Fu l’inizio dell’abuso di un potere centralizzato che portò nel 1971 alla necessità di staccare la banconota dalla correlazione con l’oro con la fine degli accordi di Bretton Woods. Ad oggi dunque il valore intrinseco di una banconota è legato solo ed unicamente da un sistema fiduciario FIAT, che ne altera il valore a seconda di decisioni prese da chi governa (Stato) e da chi gestisce la moneta (Banca).

 

Baratto_stampa_banconote_pic

Il problema della proprietà della moneta

Purtroppo  Stati e Banche hanno spesso abusato di questi poteri portando in alcuni casi al collasso intere economie nazionali. Tante persone si sono ritrovate senza più risparmi oppure con soldi dal valore dimezzato (es. Grecia, Venezuela e tanti stati africani). Affidare in toto i propri soldi ad una banca può essere rischioso, anche perché facendo ciò non siamo totalmente proprietari di essi. Anche Custodire i nostri soldi da soli non ci garantisce che questi mantengano il loro valore. Quando ci fu la crisi in Grecia alcune banche non facevano prelevare più di 60 euro al giorno, indipendentemente da quanto si possedeva e questo deve far riflettere.

La smaterializzazione del denaro

Viviamo nell’era digitale, sempre più spesso i pagamenti vengono effettuati tramite internet e controlliamo i nostri risparmi su applicazioni guardando dei numeri dietro uno schermo. Questo non ci spaventa semplicemente perché ci fidiamo di questo sistema centralizzato, che in realtà è lo stesso che potrebbe fallire. E se questo dovesse accadere noi non potremo farci nulla, perché appunto è gestito da altri.

Baratto_Grecia_fila_banche_pic

La decentralizzazione del sistema monetario

L’esigenza quindi di un’alternativa ha fatto nascere un idea a dir poco geniale.  Un certo programmatore Satoshi Nakamoto, di cui al giorno d’oggi ignoriamo ancora la vera identità, ha inventato un protocollo informatico per la realizzazione di una nuova moneta digitale. Questa nuova tecnologia è: sicura (grazie agli algoritmi criptografici), decentralizzata (grazie al registro pubblico condiviso “blockchain“), gestita da chi la possiede e limitata nell’emissione grazie ad una scarsità progressiva. Il possessore della moneta diventa un “vero” proprietario e  può gestire grazie a dei portafogli digitali tutte le transazioni che vuole e quando vuole. La tracciabilità delle transazioni è sempre disponibile  pubblicamente grazie alla blockchain.

Il 3 gennaio 2009 avvenne la prima transazione di Bitcoin, da allora nessun hacker è mai riuscito a bucare questo sistema così come nessun governo o banca è mai riuscito ad eliminarlo. Da quella data sono stati fatti passi da gigante e molti progetti sono nati seguendo le impronte del Bitcoin. Molti di questi hanno aggiunto nuove funzionalità  e migliorato alcuni parametri come i metodi di scambio e gli algoritmi del consenso.

Conclusioni finali

Tante sono le persone che hanno approfittato di questa tecnologia per creare progetti e monete fasulle. Purtroppo molte persone sono cascate in queste trappole. Questo blog nasce proprio con l’intenzione di aiutare le persone nella comprensione di questo mondo. Cerchiamo inoltre di fornire le giuste informazioni e il supporto necessario sopratutto per chi è alle prime armi. Non vogliamo di certo distruggere il sistema finanziario ma vorremmo rendere i nostri utenti più consapevoli riguardo ad un sistema alternativo che al momento, purtroppo, ha delle limitazioni che ne limitano l’adozione di massa. Alcune di queste problematiche sono dovute alle notevoli oscillazioni di prezzo, altre alle complesse interfacce con le quali bisogna avere a che fare. Senza contare il fatto che, essendo un mondo in continua evoluzione, si è obbligati a essere costantemente aggiornati.

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L’ammirevole

Per approfondire il discorso sistema monetario e criptomonete consigliamo la lettura di questo articolo :

Cosa sono le criptovalute? Intervista a Clif High

 

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