Futures e Bear Market. Se la ‘colpa’ fosse di… OkEx?

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Futures e Bear Market. Se la ‘colpa’ fosse di… OkEx?
27 Giugno 2018 by in Varie
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Se siete entrati nel mondo delle criptovalute recentemente, di certo i mesi tra gennaio e giugno non vi stanno regalando grandi soddisfazioni in termini di profitti. Bitcoin, dopo aver toccato il suo massimo storico a circa 20.000 USD, sta vivendo un periodo di crollo piuttosto brusco.

Dai grandi trader ai piccoli investitori, nessuno si sta risparmiando per cercare di interpretare l’origine di questa azione di prezzo, cercando risposte generali al futuro che si prospetta per tutto il movimento crypto, ma anche sperando ovviamente di ‘indovinare’ la chiave di lettura migliore e poter così scegliere una strategia di trading vincente.

La premessa d’obbligo è che una risposta certa non è a disposizione di nessuno. Cercando su internet troverete le più disparate ragioni che pretendono di motivare l’ultimo crash o l’ultimo pump. Probabilmente tutte hanno un parziale fondamento, poiché spesso la realtà non è che il risultato della combinazione di una moltitudine di fattori differenti. Oggi siamo qui per parlare dei Futures e di una teoria non scientificamente dimostrabile ma la cui eventuale veridicità potrebbe ben combaciare con quanto stiamo vivendo in questi giorni.

• I Futures

Una novità che ha riguardato il mondo Crypto ad inizio 2018 è stata sicuramente l’introduzione dei Futures. Ed è questo il tema che vogliamo andare a sondare per darvi una possibile interpretazione degli ultimi crash legati al recente bear market.

Cerchiamo prima di capire in modo semplificato come si comportano, così da poter argomentare meglio la nostra analisi.

I Futures generalmente intesi sono contratti a termine che si riferiscono ad una ‘promessa di acquisto o vendita’ di un bene (definito anche come “sottostante“) ad un determinato prezzo allo scoccare di una determinata data. Il loro utilizzo si può circoscrivere a due principali tipologie:

1- Hedge (mitigazione del rischio)

2- Speculativo

L’utilizzo come strumento di hedge è il meno diffuso. Si tratta di situazioni nelle quali società che pianificano di comprare o vendere un certo bene nel futuro sottoscrivono contratti Futures per ‘fissare’ il prezzo futuro di compravendita con certezza.

Chi necessita di comprare il bene ma non vuole esporsi al rischio che il prezzo salga troppo ha in gergo una posizione ‘long’ (previsione del prezzo al rialzo), chi lo vende ma non vuole esporsi al rischio che il prezzo scenda troppo va invece ‘short’ (previsione del prezzo al ribasso). Entrambe le parti di fatto mitigano i rischi della volatilità concordando oggi il prezzo di compravendita per una data futura.

L’utilizzo dei Futures come strumento speculativo è invece il più diffuso e si può assimilare grossolanamente a una scommessa. Il meccanismo è il medesimo appena esposto, con la differenza che i trader non sono davvero interessati alla compravendita del bene, bensì scommettono solo per guadagnare il margine tra il prezzo pattuito ed il prezzo reale sul mercato alla scadenza.

Un esempio? Oggi nello spot market (anche detto mercato cash o mercato a pronti) il petrolio costa $5 al barile. Ritenendo che tra 3 mesi il prezzo sarà maggiore potrei voler aprire una posizione long, impegnandomi a comprare un certo numero di barili tra 3 mesi per $5 al barile. Se alla scadenza il barile dovesse effettivamente essere aumentato di prezzo, arrivando per esempio a $7,5, avrò ottenuto un profitto di $2,5 (-$5+$7,5) per ogni barile previsto nel contratto. Invece se il barile dovesse essere calato di prezzo arrivando a $4, avrò perso la mia scommessa e sosterrò una perdita di capitale pari ad $1 (-$5+$4) per ogni barile previsto dal contratto. Se fin qui vi sembra che il livello di speculazione non sia poi così elevato, quello che seguirà potrebbe farvi ricredere.

Per sottoscrivere i Futures non è necessario disporre dell’intero capitale che copra il valore del contratto, ma è sufficiente depositare il cosiddetto margine iniziale. Ciò deriva da quanto mostrato prima e cioè dal fatto che vengono liquidate le sole differenze e non i totali. Quando l’andamento del prezzo nello spot market inizia a salire troppo o a scendere troppo, rispettivamente gli short e i long dovranno provvedere a mettere a disposizione ulteriori garanzie di solvibilità del contratto (il cosiddetto margine di mantenimento). Nel caso in cui ciò non fosse possibile, il contratto può essere liquidato unilateralmente.

• La Leva finanziaria (Leverage)

A tutto ciò si aggiunge poi la leva finanziaria. Si tratta di uno strumento complesso che agisce come moltiplicatore (10x, 50x 100x, etc) di quanto visto in precedenza. Semplificando molto il concetto, quando si usa la leva il proprio investimento iniziale viene utilizzato solo a garanzia, mentre i soldi dei contratti vengono prestati da terzi (broker).

Ecco il solito esempio pratico: con una leva 50x si depositano €10.000 a garanzia e si attivano contratti Futures per un importo complessivo di €500.000. A questo punto vi sarà probabilmente abbastanza chiaro che siamo di fronte ad uno strumento ad altissimo rischio. Una piccolissima variazione percentuale sul prezzo nello spot market può produrre enormi guadagni, ma anche enormi perdite. Nel caso in questione anche solo un +1% sui €500.000 genera un profitto di €5.000 (che rappresentano il +50% rispetto all’investimento iniziale di €10.000). Ovviamente la copertura di €10.000 è esigua e la capacità di sostenere questi contratti è estremamente difficile nei mercati ad alta volatilità come quello delle criptovalute. Per evitare la catastrofe si attuano una serie di strategie preventive volte a minimizzare se non annullare il rischio che qualcosa vada storto.

 

• Bitcoin Futures: CBoE, CME, BitMex e OkEx

Ora che abbiamo investigato in mondo molto semplificato come si comportano i Futures e la leva, torniamo a parlare di mercato delle criptovalute.

Molti di voi avranno letto che da dicembre scorso gli enti americani CBoE e CME hanno aperto la possibilità di sottoscrivere contratti Futures aventi come asset di riferimento il Bitcoin. C’è chi ne ha parlato come un’ottima opportunità per la visibilità di BTC e per l’afflusso di sempre maggiori capitali, altri lo hanno definito invece come una minaccia, vedendo il rischio che questi Futures potessero manipolare il mercato negativamente. Probabilmente entrambe le considerazioni sono inesatte. I Bitcoin Futures emessi dal CBoE e dal CME sono Paper Futures. Questo significa che in realtà questi strumenti finanziari non interagiscono mai in modo diretto con lo spot market. Non prevedono mai realmente l’acquisto o vendita dei bitcoin e dunque il tutto si svolge in maniera virtuale, il rischio relativo all’eccessiva volatilità viene calmierato attraverso soluzioni che dovrebbero risultare relativamente invisibili sul prezzo di mercato. Peraltro i volumi relativi a questi Futures è risultato sinora relativamente basso.

 

Esistono però altri contratti Futures.

Okex_Exchange_Futures

Parliamo dei Futures emessi da BitMex e soprattutto quelli emessi da OkEx che a quanto pare negli ultimi mesi hanno rappresentato la maggioranza di tutto il volume di trading. Si tratta di Futures di durata settimanale, bisettimanale o trimestrale, ma soprattutto si tratta di Futures che interagiscono in modo diretto con lo spot market.

Vediamo come funzionano questi Futures di OkEx, ipotizzando una leva 20x, dove Mister X spera in un rialzo del prezzo, mentre Mister Y in un ribasso.

 

• Mister X e Mister Y e gli effetti collaterali dell’azzardo

Ipotizziamo che oggi un bitcoin valga €10.000 e Mister X voglia aprire una posizione long a 3 mesi. Quello che accade è che Mister X deposita a garanzia una piccola somma (diciamo €10.000) e riceve in prestito una somma molto maggiore (diciamo €200.000) con cui attiva contratti Futures. La speranza di Mister X è quella di vedere il valore del BTC superiore a €10.000 tra 3 mesi.

Mister Y crede nel ribasso del prezzo e apre una posizione short con le medesime dinamiche, sperando ovviamente nel crollo del prezzo di BTC.

L’elevata volatilità di BTC rende la copertura di €10.000 molto debole. Di fatto, una variazione del 5% sarebbe sufficiente nel nostro esempio per consumare tutta la garanzia.

Nel caso di OkEx, diversamente da quanto visto con CME e CBoE sembrerebbe che lo spot market venga utilizzato in modo operativo per la liquidazione delle posizioni. Quello che sembra è che quando le posizioni long sui Futures vengono liquidate (a scadenza o unilateralmente) vengano creati in blocco degli ordini di vendita nello spot market. Allo stesso modo se sono le posizioni short ad essere liquidate vengono creati in blocco degli ordini di acquisto. In pratica sembrerebbe che questi Futures movimentino realmente lo spot market del sottostante (in questo caso il BTC) in modo abbastanza brusco e repentino.

Ciò non impatterebbe in modo significativo sul prezzo di BTC se ci fossero condizioni di elevata liquidità. Purtroppo però da quando siamo entrati nella fase di bear quest’anno, la liquidità totale nello spot market è andata diminuendo drasticamente (e oltretutto una parte di questa liquidità è probabilmente da attribuirsi a bot più che alla reale attività dei trader).

Il dato certo (e non ipotizzato) è che finora in questi primi mesi i contratti long su OkEx sono stati molti più dei contratti short. In pratica si è scommesso di più sulla crescita di prezzo di BTC che non sul suo calo. Il bear market che era stato probabilmente avviato da una moltitudine di altri fattori di difficile individuazione (tra gli altri anche una semplice e fisiologica correzione dopo l’incredibile bull run di fine 2017) ha iniziato ad attivare la liquidazione dei contratti long (perdenti) che, operando anche con leve importanti, hanno causato la generazione automatica di grossi ed improvvisi sell order. Questi grossi e improvvisi sell order, in assenza di importante liquidità, hanno avuto l’effetto di un lancio senza paracadute, abbattendo provvisoriamente e ulteriormente il prezzo, andando anche ad attivare gli ordini di stop-loss dei trader nello spot market, alimentando dunque il panic sell dei piccoli trader e aumentando la percezione generale della forza del periodo di bear.

Un circolo vizioso insomma, un effetto-valanga che una volta innescato tende ad autoalimentarsi in modo malato e che se probabilmente non può essere considerato la causa scatenante del calo di inizio anno, potrebbe invece essere l’involontario player incontrastato del mantenimento e dell’inasprimento recente del bear market. Lo abbiamo definito involontario perché dietro a Mister X e Mister Y non si nascondono probabilmente fondi d’investimento multimiliardari o whale estremamente ricche che vogliono scientemente manipolare il mercato a loro piacere (anzi peraltro sembra che i big players al momento non siano particolarmente attivi e stiano rimanendo in attesa), bensì gruppi di retail trader dal portafoglio non gigantesco che giocano però molto d’azzardo con le leve. Per queste persone il confine tra diventare molto ricchi in poco tempo e conoscere la bancarotta è sempre molto sottile.

• Conclusioni

Se questa teoria fosse verificata, quello che stiamo vivendo sarebbe solo un effetto collaterale legato ai meccanismi perversi degli strumenti di speculazione finanziaria applicati ad un mercato momentaneamente a troppo bassa liquidità e dunque incapace di ammortizzare questi colpi senza conseguenze.

Il paradosso è che starebbe venendo punita la maggior esuberanza e fiducia dei trader ottimisti che avrebbero avuto la ‘colpa’ di aver scommesso in modo forte nel momento sbagliato, portandosi dietro oltre alla perdita finanziaria personale, un terribile effetto boomerang. Un processo che nel brevissimo termine non sembra aver finito di mietere le proprie vittime, ma che potrebbe anche regalare per analoghe ma opposte situazioni un ritorno violentissimo del bull market non appena i fattori in gioco trovassero il modo di essere invertiti.

Sia che ci lanci in un bull da favola, sia che ci faccia sprofondare in un bear da incubo, un mercato le cui sorti sono così in balia degli umori di Mister X e Mister Y è comunque assolutamente insalubre per tutto il movimento. Quello che dunque dobbiamo comunque auspicarci è che il mercato maturi in termini di adozione e di liquidità reale.

 

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